LA RICOSTRUZIONE SIA AL CENTRO DELL’ AZIONE POLITICA DELL NUOVO GOVERNO

  di Giovanni Lattanzi 

Finite le commemorazioni siamo nuovamente nel dimenticatoio. Serve una nuova strategia e visione del nostro futuro. 

Sono passati tre anni dal terremoto e la situazione è stabile.

In questi giorni ci sono state manifestazioni di ricordo, turisti in visita alle macerie per fare i selfie e per dire “poveretti”, parola ricorrente, le televisioni sono riapparse nei nostri piccoli borghi feriti, gia siamo nuovamente nel silenzio e ci resteremo per un altro anno.

Le persone, i commercianti le imprese che vivono quotidianamente questi territori, hanno avuto la forza di rientrare per far riattivare i nostri comuni con la speranza di una ripartenza, che ai nostri occhi poco o nulla si vede, magari a carte e scartoffie qualcosa si sta muovendo…ma chissà.

Non si conosce lo stato dell’arte e neanche la prospettiva. Non c’è una Visione da qui a 5/10 anni.

Le persone sono e devono essere il punto centrale della rinascita dei territori terremotati, in particolar modo coloro che vivono in montagna, che è la zona più colpita. Sì, perché il territorio del cratere è molto ampio e non si può pensare che sia tutto uguale: Castelsantangelo sul Nera non è uguale a Macerata, come Visso non è uguale a Corridonia, non me ne vogliano i sindaci. Le persone rientrate sono degli “eroi”, come tali vanno visti, e non come dei numeri che poco incidono sulle scelte politiche. Detto questo, si devono cercare dei benefici per chi vive in montagna in situazione di difficoltà, adesso ancor più accentuata, se non si vuole raggiungere la totale desertificazione.

La nostra popolazione è a maggioranza anziana e ha difficoltà di movimento, ma nonostante questo ha creduto nella possibilità di ricominciare e ha scelto di tornare. Le istituzioni dovrebbero porre la massima attenzione a coloro che, pur di mantenere l’esistenza dei nostri comuni, combattono tutti i giorni con le criticità. Anche i giovani hanno scommesso sul loro futuro, costruendo famiglie, ma anche qui, senza visione e prospettive, perchè rimanere?

Questa è la domanda che in molti si fanno e c’è chi ha già fatto la scelta di andare altrove. Servono segnali e attenzioni, politiche serie con un disegno e una volontà precisa.

Innanzitutto, si deve prevedere una NO TAX AREA per le persone che sono rientrate nei territori montani o per coloro che vorranno rientrare o trasferire la propria residenza, lo stesso varrebbe anche per le imprese presenti e per quelle che vorranno avviare o investire in queste terre assumendo personale. Bisogna attuare una normativa speciale per la ricostruzione eliminando percorsi burocratici che possono ostacolare la ricostruzione veloce.

E’ urgente individuare modelli turistici innovativi capaci di riportare un po’ di movimento, economia, far ripartire gli impianti sciistici e soprattutto la fruizione della bellezza delle nostre montagne nonché individuare nuove iniziative per strutture ricettive, oltre i B&b e alberghi che hanno delocalizzato nel territorio e stanno riaprendo. Il Parco su questo dovrebbe essere il motore principale.

Il sindaco Falcucci propone il modello Livigno, studiamolo e vediamo se può essere quello o altro il modello per un rilancio ma dobbiamo trovarne uno che si addice al nostro territorio, presto. La quotidianità per coloro che hanno deciso di rimanere o tornare non è semplice, basti pensare che per fare delle visite mediche si deve prendere un mezzo e farsi 70 km, se va bene, anche se c’è un servizio di trasporto messo a disposizione dall’Unione Montana con un contributo di 2 euro a tratta, quando c’è posto. Forse sarebbe ora di avvicinare la sanità nei territori in difficoltà, ad esempio riattivando i poliambulatori come erano presenti prima del terremoto.

Non sono ritornato sulla mancanza dei giornali ma è assurdo che ha distanza di anni qui nulla si sia mosso un diritto è pur sempre un diritto. Più i servizi mancano più la gente se ne va.

Si sta cercando di fare un nuovo governo, spero che il tema terremoto sia una delle principali politiche al centro della sua azione con una strategia e una visione che dia concretezza e speranza nel prossimo futuro è necessario un Sottosegretario con delega alla ricostruzione che riporti alla politica l’azione la rinascita dei nostri Borghi feriti.

Quando c’è qualcuno in difficoltà o con meno opportunità di altri, non basta la solidarietà, ma servono azioni concrete affinché vengano appianate le differenze, e si goda tutti degli stessi diritti e benefici, e si possa vivere una vita tranquilla, dove l’assenza di futuro non sia predominante.

 

One thought on “LA RICOSTRUZIONE SIA AL CENTRO DELL’ AZIONE POLITICA DELL NUOVO GOVERNO

  1. in linea di massima concordo con il dott. giovanni lattanzi,per interesse lavorativo,trovo impossibile che a distanza di tre anni,il comune di visso sia senza giornali e illustrati. nonostante lo sforzo profuso dal sottoscritto coadiuvato dal comune e dalla polizia locale,con il sottosegr. crimi con delega alla distribuzione dei giornali,un distributore locale possa tenere in scacco organi dell’ordinamento giuridico italiano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *