CARA ANGELA QUI È TUTTO FERMO

Basta chiacchiere. Serve una protesta eclatante 

di Giulio Lattanzi 

Questa mattina ho visto riprodotto un mio articolo, dedicato al privilegio che ho avuto a vivere accanto a te, Angela, uscito circa 17 anni fa su un giornale e mi è venuto un balzo al cuore e ora, come allora, mi sono commosso.

Oggi, con grande sconforto (Angela ti ho più volte informato sul lento andamento del ripristino del paese di Castelsantangelo sul Nera che tanto abbiamo vissuto e amato, assieme a tutto il territorio che va da Camerino all’alto Nera e da lì a tutto il cratere, colpiti dai tremendi terremoti del 2016 per i quali ormai ci avviamo a contare quattro anni) ti dico che nei fatti è tutto fermo e che è svanito anche il sogno di un lieve inizio di prevenzione. Infatti l’ufficio di prevenzione è stato spostato da Palazzo Chigi al Ministero dell’Ambiente e non si sa quali provvedimenti saranno presi; non esiste nel Paese la cultura della prevenzione ma solo dell’emergenza, perché solo per i soccorsi, negli ultimi dieci anni, sono stati stanziati e spesi 50 miliardi! Oggi per il sisma bonus si sono spesi solo 15 milioni su due miliardi stanziati con l’impegno determinante dell’Europa. Si sono sentite solo le proteste per gli impieghi e per la rendicontazione degli sms solidali (ancorché sbagliati per alcuni, nei paesi di montagna non si è visto nulla!) mentre non è stata riservata una parola per la prevenzione, anche se in entrambi i casi sono soldi nostri o che ci riguardano.

Per la ricostruzione i soldi necessari non ci sono tutti, ma certamente si troverà la cifra prevista. È il meno che questa classe politica (tutta da destra a sinistra) possa fare, perché di promesse irrealizzate ne hanno fatte tante, assieme ai Commissari. L’ultimo decreto doveva fare cose mirabolanti che non ci sono state, ma oltre a questa situazione di ritardo e difficoltà, cara Angela, la strada per Castelluccio (portava a ricaduta tanti turisti a Castelsantangelo sul Nera) è ancora chiusa, la stazione sciistica a Monte Prata forse aprirà nel 2021, non sono stati realizzati spazi ed aree attrezzate, come promesso, per il turismo, si protesta per l’esclusione dal consiglio del Parco dei Sibillini…

Insomma si fanno tante chiacchiere e si fa finta di protestare, senza accorgersi che la “gente”, sempre più anziana, è passata dalla speranza all’indifferenza, alla rassegnazione: alcuni ci hanno lasciato, e nessuno se non si fanno investimenti mirati per l’occupazione, meno tasse, nessuno – italiano, comunitario, extracomunitario – per senso civico verrà in montagna. In tutto il cratere per le opere pubbliche sono stati programmati 2,1 miliardi e spesi realmente 49 milioni; per la ricostruzione privata si attendevano circa 100.000 pratiche, ma in tutto il territorio si è dato il via solo a 4.000. Intanto in questi terremoti come negli altri, tra casette, stalle, autonoma sistemazione, mancato guadagno, delocalizzazioni c’è chi ha perso e chi ha guadagnato.

Ancora tra macerie, palazzi e case distrutte, crepe sui muri rimasti intatti, persiane divelte, non riesco a prefigurarmi come sarà il nostro paese. Il famoso architetto Boeri (non si sa quando, intanto gli anni passano) farà il nuovo piano regolatore. Comunque nulla o quasi niente sarà come prima e io sicuramente non ci sarò.

Ancora una cosa, la cultura, l’arte recuperata tra le macerie delle nostre Chiese: deve esserci la certezza del restauro e del “ritorno” della bellezza, non solo tra di noi, contro ogni dimenticanza e abbandono. Nel futuro, che sappiamo non essere prossimo, la riappropriazione della “nostra”arte potrà rappresentare un collante per la gente del territorio.

Dimenticavo… Giovanni (ha raccontato in diretta la visita di Papa Fracesco a Camerino) in una recente intervista a Radio Vaticana sul post terremoto e sulla ricostruzione è stato molto più duro di me. Adesso che l’attenzione sui territori diminuisce dobbiamo fare presente ogni cosa prima che un nuovo spopolamento ci dia il colpo di grazia.

Alcuni sindaci non sono andati a Roma a inncontrare il Governo perché sono stanchi di sentire delle chiacchiere, ma si preparino a una protesta eclatante senza “blaterare=chiacchierare” continuamente.

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